LA NOSTRA STORIA

LE REGOLE: LE ORIGINI

Anticamente l’economia del territorio montano era esclusivamente di carattere agricolo e forestale. In un contesto ambientale nel quale l’utilizzo delle risorse naturali e, in particolare, dei prati, dei pascoli e dei boschi era alla base della vita quotidiana, si rendeva necessario, al fine di garantire la convivenza e la sopravvivenza della popolazione, creare un sistema basato sulla cooperazione e la solidarietà tra gli abitanti.

Da queste esigenze si formano le prime comunioni familiari degli antichi abitanti del Cadore, dell’Ampezzano e del Comelico, che conosciamo oggi con la denominazione di “REGOLE”

Le Comunioni familiari cadorine stanziate sul territorio, cominciarono a darsi dei primi Statuti scritti, detti “Laudi” a partire dal XIII secolo, contenenti gli usi, le consuetudini e le norme da osservare per l’interesse comune.

Le Regole nascono, quindi, come organizzazioni locali disciplinate da antiche consuetudini ancor oggi in gran parte valide e vincolanti, nonché riconosciute per legge, per la gestione delle proprietà agro-silvo-pastorali in forma collettiva, da parte delle comunioni familiari stanziate sul territorio.

Lo scopo delle Regole è da sempre stato quello di gestire il patrimonio in un’ottica sostenibile, per le esigenze di sussistenza delle famiglie regoliere, conservandolo, al contempo per le generazioni future.

Nasceva così il concetto di indivisibilità inalienabilità ed inusucapibilità del c.d. “patrimonio antico”, oggi previsto e disciplinato anche per legge.

Dopo il declino dell’impero Romano e il susseguirsi di regni barbarici, si concretizza già dopo l’anno mille in Cadore, una organizzazione disciplinata delle Regole con l’adozione dei primi “Laudi” ovvero degli statuti che contenevano gli usi, le consuetudini e le norme da osservare per l’interesse comune; si costituiva cosi una proprietà collettiva, formata dalle comunioni familiari degli antichi originari “I REGOLIERI”, che gestiva il proprio patrimonio agro-silvo-pastorale. Patrimonio indivisibile e inalienabile pervenuto fino ai giorni nostri.

LA MAGNIFICA REGOLA DI VILLAGRANDE

In Auronzo si formarono due Regole: S. Giustina e S. Lucano i santi cui erano dedicate le due chiese ma poi presero il nome di Magnifica Regola di Villagrande e Magnifica Regola di Villapiccola. Il laudo più antico delle Regole di Auronzo risale al 1321. A capo della Regola era eletto il marigo (oggi presidente) aiutato dai laudadori (oggi consiglieri) . Durante il lungo periodo in cui il territorio del Cadore e di Auronzo era dominato dalla Serenissima Repubblica di Venezia (1420-1797) le Regole hanno sempre mantenuto la propria autonomia; un cambiamento epocale avvenne con l’arrivo dei francesi e di Napoleone che nel 1806 dispose affinché l’amministrazione dei beni degli antichi originari fosse assegnata al Comune. A seguito di tale risoluzione si concluse l’attività delle Regole ad Auronzo . Nel 1948 si ha un decreto legislativo che riconosce alle Regole della Magnifica Comunità Cadorina la personalità di diritto pubblico e quindi nel febbraio del 1949 viene presentata domanda per la ricostituzione delle Regole anche ad Auronzo , domanda rinnovata anche nel 1957 ma rimaste senza esito. Nel 1990 con atto del 19 ottobre, si costituisce un comitato per il riconoscimento delle due regole di Auronzo. il 1 luglio 1999 con decreto della Regione Veneto si riconosce la ricostituzione delle Regole di Villagrande e di Villapiccola ai sensi della L.R. 26/1996 con la personalità giuridica di diritto Privato. Attualmente la sede della Regola di Villagrande è in P.zza Santa Giustina nr. 1 nel luogo in cui, in epoca lontana, era allestito il Padeon (padiglione) che ospitava le Faule ovvero le assemblee dei capi famiglia .

La particella 402

Quando si fa riferimento alla particella 402 è d’obbligo fare un passo nella storia per comprendere la complessa questione che da decenni attende una soluzione. I boschi ed i pascoli ricompresi in questa particella, nel 1716 venivano intestati pro quota indivisa alle due Regole di Auronzo in base alle famiglie residenti, cosicché 2/3 venivano assegnati alla Regola di Villagrande ed 1/3 alla Regola di Villapiccola. La gestione e l’utilizzo del patrimonio della particella 402 venne mantenuta, comunque, ad uso promiscuo fra le due Regole.

Con il decreto Napoleonico del 25 novembre 1806, come visto, le Regole vennero sciolte e l’amministrazione dei beni venne trasferita ai Comuni o alle Frazioni. Nel 1839 sotto il dominio dell’impero Austriaco venne promulgata la Sovrana Risoluzione che permetteva e sosteneva la vendita dei beni incolti comunali anche regolieri in quanto amministrati e intestati al Comune stesso. A seguito della Sovrana Risoluzione viene fatta richiesta di dividere a favore delle Frazioni-Regole di Villagrande e di Villapiccola le proprietà che allora erano gestite in maniera promiscua.

L’atto divisionale porta la data del 4 maggio 1877, successivamente con l’atto del 27 novembre 1877 si forma la particella catastale 434 per la Frazione-Regola di Villagrande e con l’atto del 02 dicembre 1877 si forma la particella catastale 444 per la Frazione-Regola di Villapiccola.

I beni non coinvolti nella divisione rimasero al “Comun Generale” intesi come beni promiscui indivisi di proprietà delle due Frazioni-Regole ed oggi rientranti nella particella 402 . Questa particella ancora oggi risulta formalmente intestata al Comune di Auronzo, sebbene anche la sentenza “Antonini” del 1943 riconosca ed abbia accertato la proprietà della stessa in capo alle due Regole che ancor oggi rivendicano la proprietà del bene.

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sabato 23 maggio